Quanto è bello essere un microbo, un
fastidiosissimo e crudele batterio.
Precisamente sono un vibrone, per chi
non lo sapesse un batterio a forma di virgola.
Sono la peggior cosa della terra, un
essere così insignificante che nessuno vede, così tanto piccolo che
per il resto del mondo neanche esisto.
Si perchè questi uomini, tutti vestiti
con i jeans e la camicia, mi ignorano, vivono la loro vita senza
pensare o immaginare che io gli sto guardando.
Che magari sono proprio vicino a loro,
in uno scaffale di un supermercato o su una tavola da pranzo.
Non è per lamentarmi, ma rimanere soli
non è bello io cerco solamente un po' di compagnia, ma loro se
infischiano di me, per loro io non esisto e se esisto sono una brutta
cosa.
La medicina fa tanti progressi questo è
vero, sempre nuovi antibiotici, pasticche e cose simili eppure noi
esseri insignificanti siamo sempre in circolazione.
Magari ammazzano tanti miei simili con
le medicine, altri si proteggono facendosi un vaccino, ma noi sempre
è comunque ci siamo.
Ed è una cosa assurda, perchè come
fanno ad esserci delle cose, degli organismi così microscopici che
l'uomo neanche vede.
Chissà se c'è qualcuno che mi pensa,
ad un povero vibrione che cerca casa.
Io vorrei la pace, non scherzo saranno
anni o forse secoli che chiedo di farla finita con questa assurda
guerra, vorrei che la gente ci riconoscesse, non dico che dobbiamo
essere alla pari di un essere umano, ma almeno che ne so a livello di
un criceto o di un piccolo pappagallo.
Che ci dessero almeno la nostra gabbia,
che ci alimentassero e ogni tanto, ci potrebbero anche dare qualche
carezza.
Ma invece noi siamo troppo piccoli per
fare rumore quando cadiamo, se io muoio, se io non esito non cambia
nulla.
L'universo continua a mangiarsi tutto,
gli uomini continuano ad amare e a dormire e io a non esistere.
Allora sai che ti dico, ne ho puntato
uno di bastardo, un tipo sulla trentina con i capelli tutti
imbrillantinati.
Sono già da due giorni che lo seguo ed
ora gli salto addosso, mi trovo precisamente sulla sua lingua, ora
nella sua saliva, ora sono un batterio in una bolla di sputo.
Lo so che fa strano dirlo ma stare
dentro un sputo è fantastico, qui è tutto trasparente ci sono tante
bollicine e tutto sembra passare lentamente.
Poi la saliva mi sta di certo più
simpatica dell'essere umano, una instancabile lavoratrice che però
viene trattata con ripugnanza.
Io e la saliva siamo quello che si dice
una causa persa, dello schifo che non viene calcolato.
Ma oggi io e la saliva ci ribelliamo,
facciamo una vera è propria rivoluzione, contro il potere, contro il
capo che sempre e comunque è più forte ed intelligente di noi.
Ma per una volta un microorganismo come
me, talmente piccolo che il cervello probabilmente nemmeno ce l'ha si
ribella al capo.
Do uno strattone a questo pezzente di
essere umano, un bastardo che sempre è comunque quando tu parti lui
è già arrivato.
Quindi passo tra i vari organi, mi
inetto nelle cellule e me ne sto lì a covare tutto ciò che
insignificante c'è dentro di me.
Così anche questo trentenne con il
ciuffo avrà dentro di sé una cosa insignificante, che piano piano
lo infetterà tutto, facendo diventare insignificante ogni suo
piccolo centimetro.
Ora io me ne sto qua per un po',
nascosto dagli antibiotici e dall'occhio troppo curioso del medico.
Aspetto ad occhi chiusi, aspetto di
morire.
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