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giovedì 29 gennaio 2015

Quando cadiamo non ci sente nessuno

Quanto è bello essere un microbo, un fastidiosissimo e crudele batterio.
Precisamente sono un vibrone, per chi non lo sapesse un batterio a forma di virgola.
Sono la peggior cosa della terra, un essere così insignificante che nessuno vede, così tanto piccolo che per il resto del mondo neanche esisto.
Si perchè questi uomini, tutti vestiti con i jeans e la camicia, mi ignorano, vivono la loro vita senza pensare o immaginare che io gli sto guardando.
Che magari sono proprio vicino a loro, in uno scaffale di un supermercato o su una tavola da pranzo.
Non è per lamentarmi, ma rimanere soli non è bello io cerco solamente un po' di compagnia, ma loro se infischiano di me, per loro io non esisto e se esisto sono una brutta cosa.
La medicina fa tanti progressi questo è vero, sempre nuovi antibiotici, pasticche e cose simili eppure noi esseri insignificanti siamo sempre in circolazione.
Magari ammazzano tanti miei simili con le medicine, altri si proteggono facendosi un vaccino, ma noi sempre è comunque ci siamo.
Ed è una cosa assurda, perchè come fanno ad esserci delle cose, degli organismi così microscopici che l'uomo neanche vede.
Chissà se c'è qualcuno che mi pensa, ad un povero vibrione che cerca casa.
Io vorrei la pace, non scherzo saranno anni o forse secoli che chiedo di farla finita con questa assurda guerra, vorrei che la gente ci riconoscesse, non dico che dobbiamo essere alla pari di un essere umano, ma almeno che ne so a livello di un criceto o di un piccolo pappagallo.
Che ci dessero almeno la nostra gabbia, che ci alimentassero e ogni tanto, ci potrebbero anche dare qualche carezza.
Ma invece noi siamo troppo piccoli per fare rumore quando cadiamo, se io muoio, se io non esito non cambia nulla.
L'universo continua a mangiarsi tutto, gli uomini continuano ad amare e a dormire e io a non esistere.
Allora sai che ti dico, ne ho puntato uno di bastardo, un tipo sulla trentina con i capelli tutti imbrillantinati.
Sono già da due giorni che lo seguo ed ora gli salto addosso, mi trovo precisamente sulla sua lingua, ora nella sua saliva, ora sono un batterio in una bolla di sputo.
Lo so che fa strano dirlo ma stare dentro un sputo è fantastico, qui è tutto trasparente ci sono tante bollicine e tutto sembra passare lentamente.
Poi la saliva mi sta di certo più simpatica dell'essere umano, una instancabile lavoratrice che però viene trattata con ripugnanza.
Io e la saliva siamo quello che si dice una causa persa, dello schifo che non viene calcolato.
Ma oggi io e la saliva ci ribelliamo, facciamo una vera è propria rivoluzione, contro il potere, contro il capo che sempre e comunque è più forte ed intelligente di noi.
Ma per una volta un microorganismo come me, talmente piccolo che il cervello probabilmente nemmeno ce l'ha si ribella al capo.
Do uno strattone a questo pezzente di essere umano, un bastardo che sempre è comunque quando tu parti lui è già arrivato.
Quindi passo tra i vari organi, mi inetto nelle cellule e me ne sto lì a covare tutto ciò che insignificante c'è dentro di me.
Così anche questo trentenne con il ciuffo avrà dentro di sé una cosa insignificante, che piano piano lo infetterà tutto, facendo diventare insignificante ogni suo piccolo centimetro.
Ora io me ne sto qua per un po', nascosto dagli antibiotici e dall'occhio troppo curioso del medico.
Aspetto ad occhi chiusi, aspetto di morire.


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