Il forestiero senza nome,
che mi osserva scrutandomi
e mi parla con un accenno.
E dice cose che mai i miei
pensieri hanno saputo di
possedere, di saper cogliere,
nella moltitudine increspata
dei ricordi di passati amori,
che ancora fanno male
nel mio petto di cartapesta.
Ma il forestiero senza nome
di questo non ha timore.
Entra nel mio sguardo e ci lascia
una scintilla di speranza,
una scintilla d’amore.
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