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lunedì 5 gennaio 2015

Il ragazzo nel carrello della spesa

Il ragazzo si mette dentro il carrello della spesa, uno di quelli metallici che si possono affittare per una moneta in ogni supermercato.
Davanti a se c'è una discesa lunga parecchi metri, così lunga che a mala pena si vede la fine.
Il ragazzo fa forza e le ruote del carrello si iniziano a muovere, tutto comincia a cambiare, tutto va di fretta.
Il ragazzo ora scende alla velocità dalla luce giù per la discesa, va così forte che lo stomaco gli sale in gola.
La strada inizia a rimpicciolirsi, si ristringe così tanto che l'unica cosa che la tiene in vita è la sensazione di pericolo che prova il giovane all'interno del carrello.
Il ragazzo pensa che sarebbe bello se la strada scomparisse per davvero, se non non ci fossero più sentieri, binari e tutti, dico proprio tutti fossero treni che deragliano in un campo aperto.
Senza strade, senza più nulla da seguire, se tutto fosse solo semplicemente una discesa che ti sputa vento in faccia.
Il carrello inizia a prendere sempre più velocità, oramai sembra prossimo ad abbattere la barriera del suono, a spaccare ogni cosa, ad andare contro le leggi del tempo e della fisica.
Cavolo, quanto è bello quel ragazzo che scende giù per la discesa, con la consapevolezza di sapere che tutto quello che è non gli basta.
Perché il carrello va veloce quanto ti pare e puoi tenere gli occhi chiusi quanto vuoi, ma sempre su un carrello della spesa sei.
Sempre merce rimani, sempre un prezzo hai e alla fine la discesa qualunque essa sia arriva ad una conclusione.
Ma il ragazzo è furbo che vi pensate, in un attimo così fugace che nemmeno il pensiero è riuscito a intrappolare si getta via dal carrello.
Lo dovete vedere, il tipo che rotola giù per la discesa con i graffi e le ferite che si moltiplicano sul suo corpo.
Il sangue cresce, la pelle si scortica, il ragazzo sente dolore ed è proprio quest'ultimo a ricordarli che è vivo.
Il vento in faccia non c'è più, nemmeno la bellezza del ragazzo, ora è solo un ammasso di carne come chiunque altro.
Se come dicono il vuoto è a ogni gradino ogni volta che lei non c'è, ora il ragazzo ad ogni suo movimento sente un burrone infinito.
Non potete capire nemmeno quanto è sprofondato giù quel giovane, ha sorpassato la terra è finito nello spazio, si è schiantato su Giove con così tanta violenza da fare un buco ed uscirne dall'altra parte.
Ora è così inoltrato nello spazio che i telescopi non lo trovano più, ora è così lontano che tutti hanno smesso di pensare a lui.
La discesa è finita, ma il sangue c'è ancora.
Il ragazzo apre gli occhi e si accorge che il suo delirio è finito, che tutto era solo un brutto sogno.
Ora se ne sta a casa sua, seduto sul suo comodo letto a fare ciò che fa tutti i giorni.
Da un'occhiata a destra e vede il solito uomo in giacca e cravatta che quotidianamente alle prime ore del mattino gli fa visita.
L'uomo si sta avvicinando con un cacciavite in mano, l'uomo alza il cacciavite ,e senza che il ragazzo veda o senta nulla,lo lavora dietro la sua nuca.
Dopo qualche secondo l'uomo da una pacca sulla spalla del giovane e gli fa cenno con la mano di accomodarsi nella scatola di plastica che si trova davanti a lui.
Il ragazzo entra nella scatola, una bella confezione a dirla tutta, con tanto di scheda tecnica sul retro e con il bugiardino dentro.
L'uomo chiude la scatola e la mette su uno scaffale alto un metro e mezzo circa.
Il ragazzo con la coda dell'occhio riesce a vedere tutte le altre scatole che contengano: sua madre, suo padre, i suoi amici e tutti i passanti che ha visto per strada.
Ora il giovane sognante aspetta il suo nuovo padrone.

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