Le stazioni piacciono a tutti i poeti
nell'attesa possiamo ripassarci i
momenti
con la macchina che sale e parte
con la gente schiusa e momentanea che
va da qualche parte;
c'è un gran baccano a volte o come ora
solo il silenzio nero della portiera
che sbatte
e il passo dell'ultimo paio di gambe
che si presta veloce come fosse a
vapore
al salto per non mancare il treno suo
che parte
poi pensale di notte, di notte soltanto
questi mostri di metallo che si fanno
nell'aria
ci sono rotaie per esempio che vanno
sul mare
altre profonde e chiuse nel vetro di
una città industriale,
io vorrei che ora durasse un eterno
con il mio corpo breve di adesso
tenermelo cosi come se mi durasse in
eterno
posato a questo sedile scuro
mentre viaggia è sembra fermo
e fuori è solo notte,
non è mai una città, non è mai un
proseguo
è solo dal finestrino un impressione
...e quante ne ho immaginate
quante ne ho costruite di vite
a ogni sosta breve a un nome di
stazione
e forse è vero che erano tutte meglio
di quella che vivo ora...
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