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giovedì 14 gennaio 2016

LE STAZIONI


Le stazioni piacciono a tutti i poeti
nell'attesa possiamo ripassarci i momenti
con la macchina che sale e parte
con la gente schiusa e momentanea che va da qualche parte;
c'è un gran baccano a volte o come ora
solo il silenzio nero della portiera che sbatte
e il passo dell'ultimo paio di gambe
che si presta veloce come fosse a vapore
al salto per non mancare il treno suo che parte

poi pensale di notte, di notte soltanto
questi mostri di metallo che si fanno nell'aria
ci sono rotaie per esempio che vanno sul mare
altre profonde e chiuse nel vetro di una città industriale,
io vorrei che ora durasse un eterno
con il mio corpo breve di adesso
tenermelo cosi come se mi durasse in eterno
posato a questo sedile scuro
mentre viaggia è sembra fermo
e fuori è solo notte,
non è mai una città, non è mai un proseguo
è solo dal finestrino un impressione

...e quante ne ho immaginate
quante ne ho costruite di vite
a ogni sosta breve a un nome di stazione
e forse è vero che erano tutte meglio
di quella che vivo ora...

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